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Ciao valleggianti, ben trovati sul blog! Oggi vi porto con me in un’escursione immersa nella natura selvaggia e autentica nel cuore delle Alpi Marittime, in provincia di Cuneo. Sto parlando dell’escursione al Rifugio Genova Figari in Valle Gesso: un itinerario panoramico tra laghi e fauna alpina. Una camminata non troppo impegnativa ma ricca di emozioni, panorami spettacolari e incontri inaspettati!

Un itinerario perfetto per chi ama la montagna, il silenzio e la bellezza che solo questa valle sa regalare.

Dati tecnici del percorso

  • Partenza: Lago delle Rovine (Entracque, CN)
  • Arrivo: Rifugio Genova Figari
  • Lunghezza: 4 km solo andata
  • Dislivello: circa 500 metri
  • Difficoltà: E (Escursionistica)
  • Stagione: estate, autunno

Dal Lago della Rovina verso la montagna

È una fresca mattina di inizio giugno. Le previsioni danno bel tempo, anche se in questo periodo restano sempre un po’ incerte. Ma non importa, decido comunque di partire: la mia meta oggi è il Rifugio Genova Figari, che raggiungerò partendo dal bellissimo lago della Rovina, situato sopra Entracque.

Questo lago alpino, facilmente accessibile, è un piccolo paradiso: accogliente, circondato da natura incontaminata, è frequentato da chi ama pescare, fare picnic, campeggiare o semplicemente rilassarsi. C’è anche un chiosco dove si può fare una breve sosta prima di incamminarsi.

Lago della Rovina

Una salita rigenerante tra ruscelli e stambecchi

Il sentiero che ho scelto è quello più lungo e panoramico. Si tratta di una strada sterrata, ampia e ben segnalata, facilmente percorribile. Le recenti piogge hanno lasciato molti rivoletti d’acqua lungo il cammino, e ogni tanto è necessario saltare da un sasso all’altro. Ma è proprio questa vivacità che rende la salita ancora più bella.

Non c’è nessuno intorno, e il silenzio della montagna è avvolgente. Amo partire presto e arrivare in quota con le prime luci del sole. All’improvviso, davanti a me, compaiono degli splendidi stambecchi. Stanno facendo la muta e il loro pelo è arruffato. Mi osservano per qualche secondo e poi spariscono agili tra le rocce. Ogni volta che li incontro mi emoziono: sono i veri padroni di questi luoghi.

Energia dalle rocce e nebbia improvvisa

Mentre salgo, guardo indietro e il lago si fa sempre più piccolo. Le pareti rocciose che mi circondano sembrano chiamarmi: come sempre, mi avvicino e le tocco, chiudo gli occhi, respiro profondamente. Non so spiegare cosa provo, ma mi sento ricaricata.

Poco dopo, però, accade qualcosa di tipico della montagna: una nebbia fitta appare all’improvviso e avvolge tutto. In pochi istanti perdo i riferimenti visivi. La montagna insegna anche questo: l’imprevedibilità, il cambiamento repentino. Lo dicevano anche gli anziani: la montagna non perdona. E avevano ragione.

Nonostante tutto, continuo. Il percorso è semplice e ormai sono quasi arrivata. Voglio credere che il sole tornerà.

tempo improvvisamente grigio e gotico alla diga del Chiotas

Rifugio Genova Figari e il sapore unico del caffè in quota

Arrivo alla diga del Chiotas, ma non si vede nulla: la nebbia è così fitta che non distinguo né l’acqua né il rifugio. Proseguo ancora un po’, calpestando gli ultimi resti di neve… ed eccolo! Il Rifugio Genova Figari si mostra, incastonato tra le rocce, avvolto da un’atmosfera silenziosa e surreale.

Entro e vengo accolta dalla rifugista donna più giovane d’Italia: Susanna! Mi siedo e prendo un caffè: sarà l’aria di montagna, l’altitudine o la bellezza che mi circonda, ma il caffè nei rifugi ha un sapore inconfondibile. Caldo, profondo, speciale.

Ed ecco che la montagna colpisce ancora: nel giro di pochissimo tempo è tornato il sole!

Non mi perdo lo spettacolo del lago adiacente al rifugio: il Lago Brocan (2009 m) ai piedi del massiccio dell’Argentera. Le sue acque limpide e il suo aspetto si lasciano guardare come un dipinto d’altri tempi.

Lago Brocan con il sole

Il ritorno tra sole, canzoni e stambecchi

Quando mi avvio per il ritorno, l’azzurro è ormai tornato a conquistare il cielo, il sole illumina le montagne e finalmente posso ammirare in tutto il suo splendore la diga del Chiotas e il panorama circostante.

È un momento perfetto. Mi viene spontaneo cantare “Basin d’amur”, una canzone popolare piemontese che qui, tra queste cime, suona ancora più vera.

In discesa prendo il sentiero più breve, più ripido, che richiede attenzione ma regala nuove prospettive. Incontro altri escursionisti e, come da tradizione montanara, ci scambiamo saluti e sorrisi. In montagna ci si sente parte di una comunità, anche tra sconosciuti.

Ultima sorpresa al lago

Una volta tornata al lago delle Rovine, mi aspetta l’ultima sorpresa: altri stambecchi, questa volta placidamente distesi vicino al chiosco, assolutamente non intimoriti dai visitatori. Sono abituati alla presenza umana, e forse anche un po’ fieri di farsi osservare.

Mi siedo, osservo, respiro a fondo. E sento il bisogno di scrivere. È in questi momenti che nasce il desiderio di raccontare, di condividere.

Idee per altri trekking in Valle Gesso

Se ti è piaciuta questa escursione e vuoi esplorare altri angoli della Valle Gesso, ti consiglio due alternative meravigliose:

Due esperienze diverse, ma entrambe perfette per chi vuole continuare a scoprire le bellezze di questa valle straordinaria, nel cuore della provincia di Cuneo.

Guarda il video con gli stambecchi

Hai visto il reel dedicato agli stambecchi incontrati durante l’escursione?
Te lo consiglio per vivere in prima persona la magia di questo incontro.

Conclusione

Spero che questa escursione verso il Rifugio Genova Figari, in Valle Gesso (provincia di Cuneo), ti abbia trasmesso almeno un po’ delle emozioni che ho provato. È un percorso semplice ma pieno di sorprese, adatto a tutti coloro che cercano un contatto autentico con la montagna.

Torna a trovarmi sul blog la prossima settimana: ho in serbo altri racconti dalle valli piemontesi.

Non dimenticare di iscriverti al mio diario di valle, per ricevere spunti e chicche preziose sul Piemonte e le sue valli!

A presto,
Michela

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