Ciao valleggianti!
Oggi vi porto con me in una delle escursioni più suggestive della Valle Gesso, nel cuore del Parco Naturale delle Alpi Marittime. Ci avventuriamo lungo il celebre anello del Valasco, un itinerario panoramico che incanta ad ogni angolo. L’Anello del Valasco in Valle Gesso è un’escursione tra laghi, rifugi e storia alpina…un vero gioiello d’alta quota!
Se ami i trekking ricchi di varietà e storia, questo anello ti rimarrà nel cuore.

Dati tecnici dell’escursione
- Lunghezza: 18,6 km
- Dislivello: 1000 m
- Difficoltà: E (Escursionisti)
- Durata: 6-7 ore (pause comprese)
- Partenza/arrivo: Terme di Valdieri (CN)
- Stagione: Estate, Autunno
Per la mappa completa del tracciato, segui il percorso su Komoot.
Da Terme di Valdieri al Rifugio Valasco
Parcheggiamo l’auto alle Terme di Valdieri, in estate con possibile ticket. Da qui parte una larga strada sterrata che introduce subito in un ambiente naturale spettacolare. Il sentiero è facile da seguire, ampio e ben mantenuto. Chi vuole può optare per qualche scorciatoia più ripida, sempre ben segnalata.
Dopo circa 1 ora di cammino e 400 metri di dislivello, sbuchiamo sul Piano Inferiore del Valasco. Qui troviamo il Rifugio Valasco, una vera chicca storica. Un tempo palazzina di caccia dei Savoia, il rifugio conserva ancora l’aspetto regale con le sue torri merlate. Oggi è un punto di ristoro molto amato, accessibile anche per chi cerca solo una passeggiata rilassante in quota.
Curiosità: scopri di più sui Savoia in Valle Gesso nel mio articolo dedicato!


Verso il Rifugio Questa e il Lago delle Portette
Dal rifugio si svolta a destra, seguendo un sentiero che sale fino al Piano Superiore del Valasco. La vegetazione si fa più rada, l’ambiente più alpino. I cartelli sono sempre presenti e chiari: al bivio proseguiamo a sinistra in direzione Rifugio Questa.
La salita è graduale e il panorama diventa ogni passo più spettacolare. Tra tratti stretti e altri più larghi, ci si addentra in un ambiente di alta montagna tra ghiaioni, prati e rocce. L’arrivo al Rifugio Questa (2.383 m) è annunciato da una bandiera che svetta nel paesaggio.
Davanti al rifugio ci aspetta un vero gioiello: il Lago delle Portette, specchio d’acqua incastonato tra le rocce, con riflessi da cartolina. Le “portette”, nel dialetto locale, sono piccoli passi tra le montagne, e danno il nome a questo lago da fiaba.
Ci fermiamo per il pranzo al rifugio, godendoci il silenzio dell’alta quota e una vista mozzafiato.


Il ritorno: tra laghi alpini e strade militari
Per il rientro non ripercorriamo il sentiero dell’andata. Dal rifugio scendiamo seguendo i cartelli verso Lago Claus e Lago Inferiore di Valscura.
Questa parte del percorso è, a mio parere, ancora più affascinante: non solo per i panorami, ma per la forte impronta storica che custodisce.
Qui infatti camminiamo su antiche strade militari costruite nei primi del ‘900, in parte ricalcando vecchie mulattiere di caccia dei Savoia. Realizzate per motivi strategici in vista del secondo conflitto mondiale, furono mantenute in perfetto stato dal Battaglione Alpini Dronero. Sono larghe, ben lastricate e ancora oggi incredibilmente integre.
Sembra quasi di camminare su un marciapiede in alta montagna: un’opera di ingegneria che unisce utilità, resistenza e bellezza.

Dopo aver costeggiato il Lago Claus prima e, dopo qualche chilometro, il Lago di Valscura, continuiamo la discesa che riserva un altro esempio straordinario di abilità costruttiva: nel Vallone di Valscura, ci imbattiamo in un mini traforo artificiale, scavato direttamente nella roccia. Ci troviamo all’interno di una stretta gola naturale, incisa tra le caratteristiche pareti di gneiss rossastro — la tipica roccia che caratterizza questo vallone.




Il tunnel è breve ma d’impatto: l’ambiente si fa più intimo, il rumore dell’acqua si amplifica tra le pareti e l’eco dei nostri passi accompagna il passaggio. È un tratto che racconta, più di molte parole, la perfetta integrazione tra uomo e montagna, tra esigenza militare e armonia paesaggistica. Iniziamo così la discesa che ci riporta verso il Piano del Valasco. Da lì, ci ricolleghiamo al sentiero dell’andata e concludiamo l’anello tornando alle Terme di Valdieri.
Perché fare l’anello del Valasco
Questa escursione è perfetta se:
- vuoi scoprire paesaggi diversi in un solo giro
- ami la storia alpina e i luoghi poco battuti
- cerchi un anello completo, senza ripetere i tratti
- desideri camminare tra rifugi, laghi e mulattiere storiche
Ti è piaciuto questo itinerario?
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Grazie per aver camminato con me oggi, valleggianti!
Alla prossima escursione!


