Cari Valleggianti, oggi vi porto alla scoperta dei borghi più belli della Valle Soana!
La Valle Soana, in provincia di Torino, è una di quelle che non si dimenticano. Si apre a nord del Canavese e risale verso le Alpi Graie, entrando nel territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia.
Qui la montagna non è cartolina: è presenza. È bosco fitto, torrente che incide la roccia, borgate in pietra con i tetti in lòse, silenzi che cambiano con le stagioni.
È una valle laterale, meno conosciuta rispetto alla vicina Valle Orco. Ed è forse proprio questo il suo dono.
Una valle di lingua e identità: il francoprovenzale
La Valle Soana è anche una valle di parole.
Qui si parla — o meglio, si è parlato per secoli — il francoprovenzale, una lingua minoritaria delle Alpi occidentali, riconosciuta e tutelata in Italia dalla Legge 482/1999.
Non è un dialetto piemontese.
È una lingua galloromanza con radici proprie, condivisa con la Valle d’Aosta, parte della Francia e della Svizzera romanda.
Nelle borgate la si sente ancora chiamare “parlar da nosautri”.
È la lingua delle nonne, delle feste patronali, dei canti, dei costumi tradizionali custoditi con orgoglio.
La cultura francoprovenzale non è un ricordo da museo: è una trama che ancora tiene insieme la valle.
I borghi più belli della Valle Soana
Risalendo la valle dal basso verso l’alta quota, incontriamo una sequenza di paesi che raccontano epoche, mestieri, ribellioni e resistenze.
Pont Canavese: la porta della Valle Soana
Pont Canavese è il punto in cui la Valle Soana prende forma.
Qui il torrente Soana incontra l’Orco e la montagna comincia a farsi sentire davvero.
È il paese che segna il passaggio tra pianura e Alpi, e merita una sosta per due luoghi simbolici:
- La Torre Ferranda, ciò che resta dell’antico sistema difensivo medievale, memoria di un passato strategico e di una valle contesa.
- La Chiesa Parrocchiale di San Costanzo, che racconta la storia religiosa e comunitaria del territorio, con la sua presenza centrale nel borgo.
Pont non è solo un punto di transito.
È l’inizio di un cambio di ritmo.
Da qui in poi, la valle si stringe, il bosco si infittisce e ci si trova davanti a un bivio: a sinistra si va in Valle Orco, a destra in Valle Soana…questa è la nostra scelta oggi!
Ingria: il piccolo mondo antico
Subito dopo, risalendo i versanti, si incontra Ingria, primo comune della Valle Soana.
Borgate sparse, meno di cinquanta abitanti residenti, un silenzio che sembra custodire ogni pietra. Qui trovi la mostra permanente “Le case raccontano”, con fotografie storiche e scritte in francoprovenzale affisse sui muri.
Ingria è anche punto di partenza per trekking verso Punta Arbella, Monte Betassa e i laghi alpini della Mionda.
Ne ho raccontato la storia, le borgate e l’anima in un articolo dedicato

Ronco Canavese: cuore culturale della valle
Salendo ancora si arriva a Ronco Canavese, centro di riferimento della valle.
Qui la cultura francoprovenzale è fortemente identitaria: lo si vede nei costumi, nelle feste, nelle rievocazioni del “Ruga” (lo stagnino) e dell’“ahcapineri”, la donna che confezionava le calzature tradizionali.
Tra le borgate si trovano rascard, pitture murali, meridiane, testimonianze di antichi mestieri. Ronco è anche punto di accesso alla selvaggia Valle di Forzo.

Piamprato: Lo Prà e la memoria del Settecento
Proseguendo verso l’alta valle si raggiunge Piamprato, frazione di Valprato Soana, conosciuta in francoprovenzale come Lo Prà.
Un borgo di origine settecentesca, con architetture originali in pietra e tetti in lose. Qui si respira la storia dei magnin, i calderai itineranti, e del gergo segreto dei Ruga.
Alle spalle del paese scende la cascata del Santanel, presenza costante nella memoria visiva del borgo.
Accanto a Piamprato si trova Campiglia Soana, altra perla alpina con le sue borgate raccolte e i pascoli alti che guardano verso il Gran Paradiso.
Ho dedicato a Piamprato un racconto approfondito che ne attraversa lingua, storia e tradizioni

Perché la Valle Soana non è solo una valle
La Valle Soana non si visita in fretta.
È una valle da camminare lentamente, da ascoltare nei nomi delle borgate, da osservare nei dettagli: un forno del 1700, una statua portata in processione, una fotografia in bianco e nero appesa su un muro.
Ogni borgo è un frammento di un racconto più grande.
Se vuoi scoprire la Valle Soana in modo completo, senza perderti sentieri, storie, tradizioni e luoghi nascosti, ho raccolto tutto nella mia guida interattiva dedicata alla valle.
Noi ci vediamo al prossimo viaggio insieme!


