L’escursione al Monte Matto (3088 m), una delle cime più imponenti e affascinanti delle Alpi Marittime, è un’esperienza che richiede impegno, ma ripaga con paesaggi mozzafiato e silenzi che restano dentro.
Situato nel cuore della Valle Gesso, nel Parco Naturale delle Alpi Marittime (Cuneo), il Monte Matto è una vetta ambita da tanti escursionisti esperti.
Dati tecnici – Escursione al Monte Matto (3088 m)
- Partenza: Rifugio Dante Livio Bianco (1890 m)
- Lunghezza (A/R fino al rifugio): 16 km
- Dislivello (fino al rifugio): 1190 m
- Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
- Tipologia di percorso: Sentiero alpino, pietraia, tratti rocciosi
- Stagione consigliata: Estate (da luglio a settembre)
Perché spezzare la camminata in due giorni
Come molti, ho scelto di suddividere questa lunga escursione in due giornate. Il primo giorno si percorre il tratto da Sant’Anna di Valdieri al Rifugio Dante Livio Bianco, dove si pernotta per affrontare la salita alla cima il giorno successivo, con le forze fresche e la mente lucida.
Vuoi conoscere meglio la prima parte del percorso?
Leggi il mio articolo dedicato all’escursione al Rifugio Livio Bianco
La partenza all’alba dal Rifugio Livio Bianco
La sveglia suona presto. Alle 5:30, mentre il mondo intorno dorme ancora, noi ci alziamo. Una buona colazione ci scalda il cuore, mentre fuori i primi colori dell’alba tingono il cielo.
È un momento magico: il silenzio è totale, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal rumore delle nostre scarpe sul terreno.
Proprio quest’alba, calda, intensa, quasi infuocata, mi ha ispirato la poesia “Vivere”, che ho poi inserito nel mio libro di poesie.
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Il sentiero verso il Monte Matto: natura e poesia
Partiamo dal sentiero che costeggia il lago vicino al rifugio. Si inizia tenendo la destra e si sale dolcemente accanto allo specchio d’acqua, che riflette i primi raggi di sole.
Intanto la nebbia si alza lentamente dal fondo del lago, creando giochi di luce e forme sfumate che sembrano uscite da un dipinto. È uno dei momenti più poetici dell’intera escursione.

Dopo circa un’ora raggiungiamo un bivio: il sentiero ufficiale gira a sinistra, ma noi decidiamo una piccola deviazione di 10 minuti per visitare il Lago Superiore della Sella. È una scelta che consiglio: qui il paesaggio si apre ancora di più, con l’emissario del lago che scorre limpido, creando un’atmosfera sospesa, quasi irreale.


Salendo verso i Laghi del Matto
Riprendiamo il cammino tornando al bivio e girando a sinistra.
La vegetazione inizia a diradarsi, lasciando spazio a un ambiente più severo. Il sentiero diventa sempre più roccioso, ma i segni blu sulle pietre sono ben visibili e ci guidano senza difficoltà.
Attraversiamo tratti con grandi massi, e dopo un po’ raggiungiamo il primo dei Laghi del Matto (2550 m).
Proseguendo tra ometti in pietra e passaggi rocciosi, troviamo anche il secondo e il terzo lago. Ogni specchio d’acqua è diverso, ma tutti hanno in comune un fascino selvaggio e silenzioso.


L’ultimo tratto: placche rocciose, neve e silenzio
Superati i laghi, il sentiero comincia a farsi più verticale e tecnico. Affrontiamo una parete di placche rocciose: non è un’arrampicata vera e propria, ma è necessaria una buona dose di energia, equilibrio e attenzione.
Qui, anche a fine stagione, troviamo un nevaio persistente. Questa volta era di dimensioni contenute, ma è importante fare attenzione: i ramponcini possono essere utili.
L’ultimo tratto è un’ampia pietraia con detriti e roccette, immersi in un silenzio quasi totale.
Solo uno stambecco ci osserva da lontano, come se fosse il custode di queste altitudini. Lo sguardo è fermo, quasi a volerci dire “state per arrivare”.


Cima del Monte Matto: 3088 metri di conquista
Dopo più di 2 ore dal rifugio, finalmente siamo in vetta al Monte Matto: 3088 m.
Questa volta, però, ad aspettarmi non c’è il panorama, ma una fitta nebbia che avvolge tutto. Niente vista mozzafiato, ma tanta soddisfazione. La montagna è anche questo: imprevedibile, umile, vera.
Mangiamo un boccone veloce, poi iniziamo la lunga discesa: prima al rifugio, poi ancora fino a Sant’Anna di Valdieri.
La stanchezza si fa sentire, ma anche la gratitudine per aver vissuto un’esperienza così intensa.

Considerazioni finali: un’escursione per chi ama la vera montagna
L’escursione al Monte Matto in Valle Gesso è consigliata a escursionisti esperti.
Non presenta difficoltà tecniche estreme, ma richiede:
- Ottima preparazione fisica
- Buona abitudine all’alta quota
- Capacità di orientamento in ambienti rocciosi
- Esperienza con terreni misti (roccia, pietraia, neve)
Ti lascio con un invito
Ti lascio con un’ultima fotografia della discesa, dove diversi stambecchi sono venuti a salutarci durante il traggito. Intanto, se ami le escursioni dove la fatica si mescola alla poesia, se cerchi esperienze che vanno oltre il semplice “camminare”, allora il Monte Matto ti saprà parlare.
Hai fatto anche tu questa escursione?
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