Cari Valleggianti,
oggi vi porto in un borgo immerso nella natura, in cima alla splendida Valle Orco: Ceresole Reale.
Siamo a 1626 metri di altitudine nel Canavese, sul versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Davanti al paese si apre l’omonimo lago, incastonato tra boschi di larici e abeti, mentre tutt’intorno si alzano cime che superano i quattromila metri.
È una conca ampia, luminosa, silenziosa.
Qui lo sguardo non trova ostacoli: incontra vette.
Non a caso Nietzsche descriveva questo territorio parlando della “catena sublime delle Alpi a portata di mano”. Ed è esattamente così: ovunque guardi, la montagna è presente, tangibile, vicina.

Dove si trova Ceresole Reale e come arrivare
Ceresole Reale occupa l’angolo più occidentale del Canavese, al confine con Francia e Valle d’Aosta. È uno dei punti di accesso più spettacolari al Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia.
Si raggiunge percorrendo la strada che risale la Valle Orco da Pont Canavese verso Ceresole Reale e il Colle del Nivolet. Da Torino il viaggio dura circa un’ora e mezza.
Arrivare qui significa entrare progressivamente in un paesaggio che cambia: prima la valle si stringe, poi si apre nella grande conca dove il lago diventa protagonista.
Gran parte del territorio comunale è compreso nell’area protetta del parco. Questo si traduce in tutela ambientale, mobilità dolce e un’attenzione concreta alla sostenibilità.
Il Lago di Ceresole Reale: un anello naturale
Il lago artificiale di Ceresole Reale è completamente percorribile lungo il suo periplo. È uno dei modi più semplici e completi per comprendere il paesaggio: bosco, acqua, prati e pareti rocciose si alternano in un equilibrio continuo.
In estate è una palestra naturale per chi pratica windsurf o canoa (solo mezzi non a motore).
In inverno diventa un grande anello per lo sci di fondo.
Camminare attorno al lago significa attraversare ambienti diversi in poche ore, restando sempre immersi nel silenzio.

Una storia che affonda nei secoli
Ceresole ha origini antiche, probabilmente celtiche.
Tracce della dominazione romana si trovano nelle miniere di Bellagarda e Cuccagna, dove sono state rinvenute iscrizioni latine.
Nel Medioevo il territorio passò dal vescovo di Vercelli alla famiglia dei Valperga. La popolazione visse a lungo in condizioni di estrema povertà e partecipò anche alla rivolta dei Tuchini nel Canavese.
Nel 1794 e nel 1796 il paese respinse le truppe francesi che attraversavano i valichi alpini.
Questa stratificazione storica rende il borgo qualcosa di più di una località turistica: è un luogo che ha attraversato epoche, conflitti, trasformazioni.
Perché “Reale”? La storia dei Savoia
Il titolo di “Reale” non deriva dallo stambecco, pur essendo questo il simbolo del parco.
Nel 1862 Vittorio Emanuele II ottenne dal Comune il diritto esclusivo di praticare la caccia a camosci e stambecchi su questi territori. In cambio, Ceresole si fregiò ufficialmente del titolo di “Reale”. È il secondo comune in Italia a portare questo nome.
Paradossalmente, proprio la pratica venatoria contribuì alla salvaguardia della fauna alpina. Il re istituì una rete di guardie specializzate per proteggere il territorio di caccia, antesignane degli attuali guardaparco. Vennero tracciate mulattiere e costruiti “casotti” per raggiungere le aree più remote.
Nel 1922 la Riserva reale venne ceduta allo Stato italiano e nacque ufficialmente il Parco Nazionale del Gran Paradiso, con l’obiettivo di tutelare lo stambecco e l’intero ecosistema alpino.
Natura e fauna: il regno dello stambecco
Ceresole Reale è il regno dello stambecco, simbolo del parco.
Camosci, marmotte, aquile, volpi popolano queste vallate. Qui la fauna alpina è parte integrante del paesaggio, non un’eccezione.
Boschi fitti, grandi pascoli in quota, lisce pareti di roccia e ghiacciai caratterizzano l’area. L’altopiano del Colle del Nivolet, a 2612 metri, è uno degli ambienti più spettacolari delle Alpi Graie.
La strada che da Ceresole sale al Nivolet è considerata tra le più scenografiche d’Italia: 18,5 chilometri che conducono a un altopiano sospeso tra laghi e cielo.
Qui l’assenza di inquinamento luminoso rende il cielo notturno un vero spettacolo.

Sentieri, trekking e Grande Traversata delle Alpi
Da Ceresole Reale partono centinaia di sentieri.
Attraversano boschi di larici e abeti, conducono a malghe, laghetti alpini oltre i 2000 metri, valichi e cime. Sulla carta escursionistica si contano decine di proposte, dai percorsi semplici ai trekking più impegnativi.
Ceresole è anche tappa della Grande Traversata delle Alpi (GTA), uno dei più suggestivi itinerari alpini che collega le vallate piemontesi lungo l’arco montuoso.
Qui si cammina a passo lento.
E il passo lento diventa scelta.
Escursioni da Ceresole Reale: tre itinerari da non perdere
Ceresole Reale è uno di quei luoghi da cui si parte.
I sentieri si aprono in ogni direzione, ma ci sono tre escursioni che raccontano bene l’anima di questo territorio.
Il giro del Lago di Ceresole Reale
La prima, la più accessibile e completa, è la camminata lungo lago.
Un anello percorribile da tutti di circa 7,5 km che accompagna passo dopo passo lungo le rive del grande bacino artificiale. Si alternano boschi, radure, scorci sulle cime e tratti più aperti dove il lago diventa protagonista assoluto.
È il modo migliore per comprendere l’equilibrio di Ceresole: acqua, silenzio, pareti rocciose e il profilo delle Levanne sempre davanti agli occhi.
Un itinerario semplice, ma capace di restituire l’essenza del luogo.
In inverno questa camminata si trasforma in una splendida pista da sci di fondo: uno splendido modo per godersi la bellezza del luogo.
Il Lago di Dres
Salendo di quota, uno degli itinerari più amati è quello che conduce al Lago di Dres.
Il sentiero parte dalla zona della diga e si inoltra nel bosco, guadagnando progressivamente altezza fino a raggiungere questo lago alpino incastonato tra rocce e pascoli.
Qui il paesaggio cambia: l’ambiente si fa più essenziale, più aperto, e la vista sulle cime circostanti regala una sensazione di ampiezza profonda. Con un dislivello di circa 550 m e una lunghezza di circa 12 km totali, questa è una delle destinazioni più amate.
È un’escursione che permette di entrare nel cuore del Parco, camminando tra ambienti diversi e incontrando spesso fauna alpina lungo il percorso.
Rifugio Jervis
Tra le salite più classiche c’è quella al Rifugio Jervis, punto panoramico privilegiato sulle Levanne e sulle forme modellate dagli antichi ghiacciai.
Si parte dalla Borgata Villa e si attraversa il torrente Orco, iniziando la salita nel bosco di larici, abeti rossi e pini cembri. Il percorso non presenta difficoltà tecniche particolari e si sviluppa con gradualità fino a quota 2.250 metri.
Nella parte finale il paesaggio si apre su rocce levigate e vegetazione d’alta quota. Non è raro incontrare camosci o osservare gracchi e altri uccelli alpini.
L’arrivo al rifugio regala una vista ampia e potente: dalle Levanne al Basei, con evidenti tracce del passaggio glaciale che ha modellato queste valli.
Essendo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, non sono ammessi cani di nessuna taglia.
Estate e inverno: due stagioni, un unico paesaggio
In estate si passeggia ai piedi delle Levanne, si arrampica sulle storiche pareti del Sergent e del Caporal, si pratica trekking in quota o sport acquatici nel lago.
In inverno il paesaggio si trasforma in un grande spazio bianco: sci di fondo lungo gli anelli che attraversano le borgate, ciaspolate, scialpinismo, cascate di ghiaccio e la palestra artificiale X-Ice Park.
Ceresole Reale riesce a mantenere un equilibrio raro: offre molto, ma senza frenesia.

I sapori della montagna
Non si può parlare di Ceresole senza parlare di cucina.
Polenta concia con toma e burro, zuppa del Gran Paradiso a base di patate, porri e pane, funghi, formaggi, selvaggina.
Nei ristoranti del paese e nelle malghe si ritrova la tradizione montanara piemontese, fatta di piatti sostanziosi e sapori autentici.
Una conca verde in estate, un lenzuolo bianco in inverno
Ceresole Reale stupisce in ogni stagione.
In estate è una conca verde che si apre verso le cime.
In inverno è un bianco compatto che amplifica il silenzio.
Qui la vera esperienza è forse questa:
scegliere di rallentare.
Entrare in un luogo che non chiede spettacolo, ma presenza.
Ceresole Reale non è solo un borgo alpino del Canavese.
È un modo di stare in montagna.
Se vuoi scoprire le perle della Valle Orco, ho preparato una guida interattiva completa che ti mostrerà ogni angolo che merita davvero di essere visitato!


