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Gusto di Meliga: a Chiusa di San Michele la Sagra del Pan ëd Melia

In provincia di Torino c’è un evento in cui il granoturco non è soltanto un ingrediente: diventa il filo conduttore che unisce ricette storiche, memoria contadina e identità locale. Parliamo di Gusto di Meliga, la celebre manifestazione che ogni anno, nel mese di settembre, trasforma le vie di Chiusa di San Michele nella capitale della meliga.

Ci troviamo nella bassa Val di Susa, proprio ai piedi della splendida Sacra di San Michele. Qui, la rassegna celebra il Pan ëd Melia dla Ciüsa e le tante espressioni della cultura gastronomica legata al mais. Una festa di paese che rappresenta soprattutto un’occasione imperdibile per capire come una preparazione semplice possa raccontare la storia profonda di un territorio.

sacra di San Michele vista dal paese

Scopri la Sacra di San Michele nel mio mini-documentario


Che cos’è il Pan ëd Melia dla Ciüsa

Il vero protagonista della festa è il Pan ëd Melia, un dolce tradizionale di Chiusa di San Michele preparato con ingredienti poveri e genuini:

  • Farina di granoturco
  • Latte
  • Zucchero
  • Uva passa
  • Semi di finocchio

La sua caratteristica forma allungata, detta “a stirottino”, richiama volutamente quella di una piccola pannocchia. Accanto alla ricetta dolce tradizionale è nata nel tempo anche una variante salata, sempre preparata utilizzando la farina di mais locale.

Oggi questa specialità è tutelata dal marchio collettivo comunale “Pan ëd Melia dla Ciüsa”, che ne certifica il legame indissolubile con il comune piemontese.

pan ed melia d'la ciusa

Un dolce nato dalla cultura contadina

Il Pan ëd Melia non è sempre stato un alimento quotidiano. In passato veniva preparato soprattutto nel mese di dicembre e conservato per accompagnare le grandi festività come Natale, Capodanno e Carnevale. Proprio per questo motivo veniva consumato con estrema parsimonia: ogni porzione custodiva il valore delle occasioni importanti.

La sua ricetta rispecchia un’economia domestica basata su ciò che la terra metteva a disposizione. La meliga (il nome in lingua piemontese per definire il mais) diventava farina e poi pane, polenta, dolci e preparazioni capaci di nutrire intere famiglie.

La fiera ha permesso di riportare questa antica ricetta nelle case, anche grazie a un atteso concorso dedicato al miglior Pan ëd Melia. Gli impasti, valutati da una giuria tecnica, devono rispettare rigorosamente gli ingredienti principali della tradizione, mantenendo vivo un sapere familiare tramandato di generazione in generazione.

Vai all’articolo dedicato al Pan Ëd Melia e alla sua Ricetta

pan ed melia d la ciusa

Il fascino della sgranatura tradizionale: un salto nel passato con gli antichi macchinari

Uno dei momenti più emozionanti e suggestivi di tutta la manifestazione è la rievocazione storica della sgranatura e trebbiatura della meliga. Per le vie del centro storico, il rumore dei motori d’epoca e il profumo del mais riprendono vita grazie all’esposizione e alla messa in funzione di antichi macchinari agricoli e attrezzi gelosamente custoditi nel tempo.

Vedere in azione queste storiche macchine non è solo uno spettacolo d’altri tempi, ma una vera e propria esperienza sensoriale che unisce le generazioni. I gesti lenti e precisi dei contadini, che un tempo scandivano i ritmi della quotidianità rurale, si trasformano in un racconto vivo. Adulti e bambini possono osservare da vicino la trasformazione della pannocchia, riscoprendo la fatica, la maestria e l’ingegno necessari per ricavare la preziosa farina dorata. Un tributo emozionante alla memoria storica della Val di Susa che trasforma la sagra in un vero museo a cielo aperto.


Il programma tipico della manifestazione

La sagra si sviluppa solitamente su più giornate a metà settembre, proponendo un ricco calendario di appuntamenti stabili di anno in anno:

  • Serate culturali: Momenti dedicati alla storia e alle tradizioni locali della Val di Susa.
  • Sport e podismo: La celebre corsa podistica Meliga Run, che coinvolge giovani e adulti, seguita da momenti di convivialità e premiazioni.
  • Attività per bambini: Giochi e intrattenimenti pomeridiani nel fine settimana per le famiglie.
  • Musica e gastronomia: Stand enogastronomici aperti la sera con aperitivi, piatti tipici e concerti dal vivo.

La giornata principale è sempre la domenica, a partire dalle ore 10:00. Piazza della Repubblica e le vie del centro storico prendono vita con la mostra-mercato, l’artigianato e le dimostrazioni di sgranatura della meliga realizzate con antichi macchinari agricoli. La festa si conclude tradizionalmente nel tardo pomeriggio con la distribuzione della classica polenta in piazza.


Cosa vedere a Chiusa di San Michele durante la sagra

Gusto di Meliga è l’occasione perfetta per abbinare l’enogastronomia al turismo, scoprendo un borgo che sorge in un punto storicamente strategico all’ingresso della Val di Susa. Il suo nome conserva il ricordo delle antiche Chiuse Longobarde, l’antico sistema difensivo che controllava i passaggi lungo la valle.

Durante i giorni della festa è possibile visitare:

  • La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo
  • Il sito archeologico dell’ex cappella di San Giuseppe
  • Il Museo delle Tradizioni di Vita Contadina, ospitato all’interno dell’ex latteria
  • Il Planetario locale
chiesa di San Pietro Apostolo di Chiusa di San Michele

Alzando lo sguardo, inoltre, il maestoso profilo della Sacra di San Michele domina il paesaggio, ricordando come la storia di queste comunità sia da sempre intrecciata alla conformazione della roccia e della valle.


Informazioni utili per la visita

  • Dove si svolge: Chiusa di San Michele (Torino, Piemonte).
  • Quando: Ogni anno a metà settembre (la giornata clou è la domenica).
  • Location principale: Piazza della Repubblica e vie del centro storico.
  • Frequenza: Annuale, all’interno della rassegna enogastronomica Gusto Valsusa.
  • Sito ufficiale: Associazione Gusto di Meliga

Cari Valleggianti, ci vediamo alla prossima Sagra! Intanto se vi va, condividete l’articolo con gli amici che apprezzano questi eventi dal sapore tutto Piemontese. A presto!

Michela Nelle Valli