Nel cuore della Valle Maira esiste un’escursione semplice, breve e ricca di storia, perfetta per chi desidera avvicinarsi alla montagna con passo lento.
È la camminata che collega Chialvetta, Pratorotondo e Viviere, nel suggestivo Vallone di Unerzio, una valle laterale del comune di Acceglio.
Il percorso segue un’antica mulattiera chiamata La Scurcio, attraversa borgate di pietra e accompagna il cammino con il suono del torrente Unerzio.
Un itinerario adatto praticamente a tutti, che permette in meno di un’ora di entrare in contatto con una delle zone più autentiche della valle.
Se vuoi scoprire un altro vallone della Valle Maira, non perderti il Vallone di Elva!

Dati tecnici dell’escursione
Partenza: Chialvetta (1494 m)
Arrivo: Viviere (1713 m)
Tempo di percorrenza: 45 minuti – 1 ora (solo andata)
Dislivello: circa 220 m
Difficoltà: T
Sentiero: mulattiera “La Scurcio”
Periodo consigliato: primavera, estate e autunno; in inverno in base alla quantità di neve con ciaspole o ramponcini
Puoi goderti l’escursione in versione video con questo mio reel
Chialvetta: la porta del Vallone di Unerzio
L’escursione parte dalla borgata Chialvetta, situata a 1494 metri di altitudine.
Il toponimo potrebbe derivare dall’occitano cleivetta, termine che indica un luogo racchiuso tra alte montagne. Localmente la borgata è conosciuta anche con il nome di Unierç, probabilmente legato alla presenza del torrente Unerzio, che proprio qui attraversa il vallone.
Chialvetta è considerata la borgata principale del Vallone di Unerzio e per lungo tempo è stata un punto centrale per la vita della valle.

Nei dintorni erano presenti cave di quarzite e di marmo rosso, sfruttate per alcuni anni, mentre la vita quotidiana della montagna è oggi raccontata da un luogo molto interessante: il Museo etnografico La Misoun d’en Bot, che conserva circa 1500 oggetti originali legati al lavoro e alla vita di montagna.
Un museo che permette di comprendere meglio i mestieri, gli strumenti e la quotidianità delle comunità alpine di un tempo.
Tra le curiosità più particolari legate a questa borgata c’è anche una storia che attraversa i confini alpini.
Secondo quanto racconta Piero Raina nel libro La Caresso dal Temp, quando a Pratorotondo si praticava il contrabbando della seta, a Chialvetta si facevano passare verso la Francia i diamanti utilizzando piccioni viaggiatori.

In alto nella borgata, sopra un dosso isolato, esiste ancora una casa chiamata “La Bastio”, che conserva la struttura e i fori di un’antica piccionaia, testimonianza di questa curiosa pratica.
Il sentiero La Scurcio
Dal parcheggio all’ingresso della borgata, ci si dirige verso la Chiesa, e qui prendendo a sinistra si imbocca la mulattiera che costeggia il torrente Unerzio.
Il sentiero, conosciuto come La Scurcio, è ben segnalato e molto semplice da percorrere. Il dislivello è moderato e il percorso si sviluppa tra prati, piccoli boschi e borgate alpine.
È una delle camminate più accessibili della Valle Maira, ideale anche per famiglie o per chi desidera una breve escursione immersa nella natura.

Pratorotondo: pascoli e storie di contrabbando
Dopo circa mezz’ora di cammino si raggiunge Pratorotondo, situata a 1622 metri di altitudine.
Il nome della borgata richiama i grandi prati utilizzati per il pascolo, che ancora oggi caratterizzano il paesaggio intorno alle case in pietra.
Ma questo luogo custodisce anche una storia meno conosciuta delle Alpi: qui si praticava infatti il contrabbando della seta e della lana, trasportate a spalla lungo i sentieri che collegavano la valle alla vicina Francia.

Il 15 giugno 1879 nacque proprio in questa borgata il pittore Matteo Olivero. Rimasto orfano di padre, fu la madre a sostenere la sua passione per l’arte, arrivando a vendere le proprietà di famiglia per permettergli di studiare all’Accademia di Belle Arti di Torino.

Nel borgo si trova anche un pilone votivo che racconta una storia di vita alpina e di destino scampato.
Sul pilone sono raffigurati una Madonna col Bambino e la testa di un santo con corona da re, mentre sulla cornice compare il nome Pietro Calandra.
Secondo la tradizione, due giovani della famiglia Calandra, Cristoforo e Davide, trasportavano seta di contrabbando verso la valle francese dell’Ubayette durante il periodo del blocco continentale imposto da Napoleone.
Quando l’impero napoleonico cadde, decisero di partire per l’America imbarcandosi da Marsiglia. Per raggiungere il porto attraversarono il Colle Feuillas, ma una violenta tempesta di neve bloccò il passaggio.
Il piroscafo su cui avrebbero dovuto salire salpò senza di loro e pochi giorni dopo affondò nell’Atlantico.
Per questo motivo i genitori fecero costruire il pilone votivo come ringraziamento per quella nevicata provvidenziale che salvò la vita dei figli.
La cappella della borgata è dedicata alla Madonna della Neve.
Viviere: l’ultima borgata del vallone
Continuando lungo la mulattiera si raggiunge infine Viviere, a 1713 metri di altitudine.
Le case della borgata sono sapientemente costruite seguendo il crinale e si sviluppano attorno a un pilone eretto sulla roccia, creando un piccolo nucleo abitato molto suggestivo.
Viviere è abitata stagionalmente e rappresenta l’ultima tappa abitata del vallone prima di proseguire verso l’alta montagna.

Da qui partono infatti i percorsi che conducono al Colle della Gardetta, a 2437 metri di altitudine, uno dei valichi più spettacolari della zona.

Oggi la borgata ospita anche un rifugio ed è un punto perfetto per una sosta dopo la camminata, magari davanti a un piatto di raviole della Valle Maira, accompagnate dagli immancabili antipasti della tradizione piemontese. Fabrizio vi aspetta al suo rifugio con grande entusiasmo, per trascorrere un piacevole momento immerso tra le montagne, con la possibilità di mangiare, dormire, e rilassarsi con la spa.
Come allungare l’escursione
Il percorso classico parte da Chialvetta, ma esistono alcune varianti per allungare la camminata.
Si può partire dalla borgata Gheit (1370 m) oppure direttamente da Acceglio, aggiungendo qualche chilometro lungo il fondovalle.

In entrambi i casi l’escursione rimane semplice e piacevole.
Un’escursione semplice per scoprire il Vallone di Unerzio
La camminata da Chialvetta a Viviere è uno dei modi più semplici per scoprire il Vallone di Unerzio.
In pochi chilometri si attraversano borghi di pietra, pascoli alpini e sentieri antichi, dove le storie di contrabbando, lavoro e vita di montagna continuano a sopravvivere nei nomi dei luoghi e nelle architetture.

Una breve escursione, ma capace di raccontare molto dell’anima più autentica della Valle Maira.
Alla prossima Valleggianti!


