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Il Canestrello di Vaie: storia e segreti del biscotto tipico della Val di Susa

By 10 Maggio 2026No Comments

Benvenuti, cari valleggianti e viaggiatori curiosi! Oggi vi porto tra i vicoli stretti di un borgo che profuma di storia e di scorza di limone. Siamo a Vaie (o Vayes, come scriverebbero i nostri antenati in lingua francoprovenzale), un luogo dove la pietra dei boschi custodisce segreti neolitici, ma dove l’aria, specialmente a maggio, racconta una storia molto più dolce: quella del suo Canestrello.

Se state cercando il vero sapore della Val di Susa, mettetevi comodi. Vi svelo perché questo biscotto non è solo un dolce, ma un rito che si tramanda di madre in figlia.

Una Storia che profuma di Sacro e Profano

La storia del Canestrello di Vaie è affascinante e affonda le radici nel Medioevo. Tutto inizia dalle ostie da messa. Anticamente, erano i monaci a preparare le “oblate” con ferri roventi; quando questa arte passò ai laici intorno al XV secolo, i simboli sacri lasciarono il posto a stemmi araldici e ai classici “quadretti” che vediamo ancora oggi.

Sapevate che il ferro da cialda più antico d’Italia risale al 1132? Questa tradizione europea è diventata a Vaie un’eccellenza unica, celebrata persino dal poeta piemontese Angelo Brofferio nell’800, che ne lodò la bontà dedicando versi al cuoco del Conte di Cavour.

Non chiamatelo solo “biscotto”: Il Disciplinare e la Cottura

A differenza dei Gofri dell’Alta Val Susa o della Val Chisone (che sono sostituti del pane, ottimi con salumi e formaggi), il Canestrello di Vaie è una frolla solida e ricca; varia comunque da comune a comune nonostante si chiami sempre canestrello.

Ecco cosa lo rende unico:

  • Ingredienti Nobili: Solo farina, zucchero, uova, burro di alta qualità e l’immancabile scorza di limone.
  • La Tecnica manuale: L’impasto viene diviso in piccole sfere fatte a mano.
  • Il Ferro di Ghisa: Le palline di pasta vengono schiacciate tra due pesanti ferri roventi (tenaglie di ghisa) portati a circa 250 gradi.
  • Il Risultato: Una cialda dorata, croccante e profumatissima.

Questo metodo artigianale è protetto da un rigoroso disciplinare che ne stabilisce spessore, forma e composizione, garantendo che ogni morso sia un pezzo di storia autentica della Regione Piemonte (PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale).

Maggio a Vaie: La Sagra e il “Canestrello d’Oro”

Se siete amanti del turismo lento ed esperienziale, dovete segnare sul calendario la metà di maggio. In occasione della festa del patrono San Pancrazio, Vaie si trasforma.

Dal 1998, la Sagra del Canestrello ha portato questo tesoro fuori dalle cucine private per farlo conoscere al mondo. Il momento più emozionante? Il concorso “Canestrello d’Oro”: una giuria di esperti degusta le produzioni casalinghe dei baiesi per decretare il vincitore dell’anno. È una sfida all’ultima briciola che coinvolge intere generazioni!

Consigli per i Viaggiatori (Experience Val di Susa)

Per chi visita la Val di Susa dall’estero, il Canestrello di Vaie rappresenta il perfetto souvenir gastronomico del Made in Italy.

  1. Dove trovarlo: Nei cortili del centro storico durante la sagra o nei piccoli forni locali che rispettano la tradizione.
  2. Abbinamenti: Perfetto con un caffè o un calice di vino dolce locale, come il Valsusa DOC.
  3. Oltre il gusto: Una visita a Vaie non è completa senza un passaggio al Riparo Rumiano, dove sono stati ritrovati reperti del Neolitico e dell’Età del Rame (ma di questo parleremo nel mio prossimo articolo dedicato proprio alle bellezze del Comune di Vaie!).

Cari valleggianti, il Canestrello è il nostro orgoglio. Ogni volta che ne sentite il profumo tra i vicoli, ricordatevi che state respirando secoli di tradizione che non hanno nulla a che vedere con i canestrelli di altre regioni: questo è l’oro della nostra terra.

Vi aspetto nei commenti: voi come lo preferite? Più sottile o con un bel cuore di burro?

Scopri Vaie e le sue peculiarità in questo articolo dedicato