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Cari valleggianti, oggi vi porto tra le colline morbide del Monferrato astigiano, dove i vigneti disegnano onde di verde e oro e i campanili si confondono con l’orizzonte. Qui ad aspettarvi c’è un piccolo paese che ha fatto della fantasia una tradizione: Maranzana.
Un borgo che, pur nella sua dimensione raccolta e silenziosa, custodisce un’energia particolare — quella di chi sa reinventarsi con creatività e amore per le proprie radici.

L’ho scoperto durante un’escursione tra i borghi e i vigneti del Monferrato, un percorso che attraversa paesaggi meravigliosi e piccoli centri dal fascino autentico.
Puoi vedere il video del mio passaggio a Maranzana nel reel su Instagram [link al reel].

Chi sono i Babaci

Passeggiando per Maranzana, è impossibile non notarli: figure di stoffa e paglia, colorate, curiose, collocate tra vie e cortili.
I Babaci – parola che in dialetto piemontese significa “bambole” o “pupazzi” (dal termine babaciu) – sono veri e propri personaggi che animano il paese, ciascuno con una propria storia da raccontare.

C’è il contadino con il cappello di paglia, la nonna affacciata alla finestra, il postino con la bicicletta, i bambini che giocano davanti a casa.
Ognuno di loro rappresenta un frammento di quotidianità, un piccolo ricordo di come si viveva una volta tra le colline.

Una tradizione nata da un’idea geniale

Negli anni ’90, come molti borghi del Monferrato, anche Maranzana viveva un lento spopolamento.
Le case chiudevano, le voci si facevano più rare, e il paese rischiava di diventare un luogo di memorie silenziose.

Fu allora che nacque l’idea: riempire di nuovo le strade, ma non con persone vere — con figure che potessero rappresentare la comunità, custodirne lo spirito e l’identità.
I Babaci divennero così simboli di rinascita. Ogni famiglia, ogni gruppo di abitanti, iniziò a crearne di propri, cucendo abiti, assemblando materiali di recupero, e collocandoli davanti alle case o nei luoghi più significativi.

Un gesto semplice, ma potente: trasformare la nostalgia in presenza creativa.

Se i Babaci ti affascinano c’è un altro borgo piemontese che ti aspetta! Scopri qui i Babaciu di San Pietro

Un borgo che racconta storie

Oggi Maranzana è conosciuto come “Il paese dei Babaci”, e durante la bella stagione (da aprile a settembre) diventa una piccola mostra a cielo aperto.
Ogni Babacio ha il suo nome, la sua storia, il suo mestiere. Alcuni rappresentano scene di vita contadina, altri raccontano leggende o episodi della comunità.

Camminare tra le vie significa entrare in un teatro diffuso, dove ogni angolo custodisce un sorriso, un ricordo, un gesto di quotidianità.
È un’esperienza che mescola arte popolare, ironia e poesia, capace di coinvolgere grandi e piccoli.

Maranzana e il paesaggio del Monferrato

Maranzana si trova nel cuore del Monferrato astigiano, patrimonio UNESCO per i suoi paesaggi vitivinicoli.
Le sue colline sono un mosaico di vigneti, boschi e borghi antichi, punteggiati da cascine e chiesette che sembrano emergere dal tempo.
Visitare Maranzana significa scoprire un pezzo autentico di Piemonte, dove la tradizione non si conserva in vetrina — ma vive, si trasforma, respira con la comunità.

Perché visitare il Paese dei Babaci

Maranzana è una tappa perfetta per chi ama i viaggi lenti e i borghi autentici.
Oltre ai Babaci, il paese offre una splendida vista sulle colline circostanti, una chiesa barocca di grande fascino e una calorosa accoglienza da parte dei residenti.

Ogni estate, i Babaci vengono rinnovati o sostituiti con nuove creazioni: questo rende ogni visita diversa, come se il borgo cambiasse volto pur restando sé stesso.

Borghi da non perdere nei dintorni

Se visiti Maranzana, ti consiglio di allungare il percorso per scoprire altri borghi del Monferrato, ciascuno con la sua anima:

  • Fontanile, con le sue cantine e il maestoso campanile visibile da lontano.
  • Alice Bel Colle, che domina i vigneti con panorami mozzafiato.
  • Ricaldone, paese natale di Luigi Tenco, pieno di poesia e silenzio.
  • Mombaruzzo, celebre per gli amaretti e per il suo fascino elegante e autentico.

Un itinerario che intreccia paesaggio, tradizione e memoria, perfetto per chi ama i viaggi lenti e le storie vere.

La mia esperienza

Camminare tra i Babaci di Maranzana è come attraversare una storia collettiva fatta di mani, sorrisi e memoria.
In ogni pupazzo c’è un gesto affettuoso, un frammento di quotidianità che diventa racconto.
È una di quelle esperienze che ti ricordano che la bellezza dei luoghi non sta solo nei panorami, ma nelle persone che li fanno vivere — anche con un po’ di paglia, fantasia e cuore.

Se vuoi leggere il mio racconto completo, con immagini e curiosità su Maranzana e i suoi Babaci, trovi il nuovo articolo sul mio blog 👉 link in bio.