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C’è un piccolo borgo in Valle Maira, abbarbicato tra le Alpi Cozie, che porta con sé una storia tanto curiosa quanto affascinante. È Elva, un luogo antico, ricco di cultura occitana e memoria viva, che invito a scoprire nel mio articolo dedicato.
Ma oggi voglio raccontarvi qualcosa di più insolito. Un mestiere dimenticato. Una tradizione nata dalla necessità e trasformata in arte: quella dei pelassiers, i commercianti di capelli.

foto presa dal web
foto dal web @credits Flickr

Quando i campi tacevano, le gambe si mettevano in cammino

Qui, l’inverno arrivava presto e resta a lungo. Nei mesi freddi, quando la terra si faceva dura e il lavoro nei campi era pari a zero, gli abitanti di Elva non si fermavano: si inventavano un mestiere.
Ogni anno, in autunno, alcuni uomini partivano a piedi dalle borgate per raggiungere la pianura. Avevano una missione singolare: comprare e recuperare capelli.

Ti racconto tutta la storia in versione video, clicca qui per immergerti a pieno!

Il mestiere dei capelli

I pelassiers (o caviè in piemontese) giravano tra cascine, mercati, paesi e cortili, bussando alle porte e offrendo qualche moneta, un pezzo di stoffa, un foulard o un sapone. In cambio, chiedevano una ciocca di capelli, spesso intere trecce.
Non era raro che le donne conservassero per mesi, dentro piccoli sacchetti, i capelli rimasti nel pettine, i cosiddetti “pels dal penche”, sapendo che prima o poi il pelassier sarebbe passato.

Piccola curiosità: sembra sia nato proprio da questi “Capelli del Pentu”, cioè di poco valore, l’utilizzo della frase “del pentu” per indicare qualcosa che vale poco. Per esempio: “Questo è proprio un bicchiere del pentu!”

Era un mestiere strano, ma rispettato. I pelassiers non erano tagliatori senza scrupoli: erano uomini gentili, convincenti, capaci di raccontare, trattare, e alla fine, partire con i loro preziosi pacchetti.

Il ritorno a Elva e il lavoro di precisione

Una volta tornati a Elva, il lavoro passava alle mani delle donne del paese. I capelli venivano lavati, pettinati, selezionati, stesi al sole sui balconi in pietra. Si dividevano per lunghezza, colore, spessore. Alcuni venivano intrecciati in code pronte per diventare parrucche, toupet, o extension da vendere ai grossisti.

E non era solo un mercato locale: da Elva, le ciocche prendevano la strada per Parigi, Londra, Amburgo, finendo nelle mani dei parrucchieri più raffinati d’Europa. Il tutto partendo da un paesino isolato, collegato al mondo solo da strade strette, coraggio e creatività.

Una storia che oggi si può toccare

Se questa storia ti ha incuriosito, c’è un luogo perfetto per approfondirla: il Museo dei Pels, dedicato proprio ai commercianti di capelli di Elva.
Si trova nella Borgata Serre, in un’antica casa ristrutturata con cura, dove potrai vedere attrezzi originali, fotografie d’epoca, video e racconti tramandati nel tempo. È un piccolo museo, ma custodisce un frammento unico della cultura alpina, che parla di ingegno, resilienza e identità.

Orari del Museo dei Pels – settembre 2025

Elva, Borgata Serre
Aperto dal venerdì al martedì
Mattino: 10.30 – 12.30
Pomeriggio: 14.30 – 17.00
Chiuso dal 22 al 30 settembre
Info: 340 9846508

Se vuoi scoprire il museo e molti altri tesori della Valle Maira, potresti decidere di intraprendere un viaggio a piedi di più giorni, sotto la guida esperta di Maurizio! Scopri Trekkilandia e il Viaggio alla scoperta delle Valli Occitane

Un mestiere che ha portato ricchezza in un piccolo borgo

I pelassiers non erano solo commercianti: erano ambasciatori silenziosi di una valle che non ha mai voluto arrendersi.
Visitare Elva oggi significa ascoltare ancora quei passi, quelle storie e quei sussurri, dove anche un capello poteva cambiare la vita.

Conoscevi questo antico mestiere? Sapevi che è stato inventato a Elva? Sarò felice di leggerti nei commenti! Intanto se vuoi scoprire altre storie curiose delle valli Piemontesi ti aspetto nella sezione dedicata sul mio blog!

Un abbraccio,

Michela