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Chianale è uno di quei borghi che non si attraversano soltanto: si ascoltano.
Ultimo paese prima del Colle dell’Agnello, sospeso a 1800 metri tra pietra, lose e silenzi di confine, custodisce un’anima antica che si legge nei dettagli.

Se vuoi scoprire il borgo nella sua interezza – tra ponte in pietra, cultura occitana e natura d’alta quota – trovi qui l’articolo completo dedicato a Chianale.

Oggi entriamo in un luogo più raccolto, ma altrettanto significativo: il Museo del Costume e dell’Artigianato Tessile.

Un museo dentro una chiesa

Il museo è ospitato nell’antica chiesa dei Cappuccini, attivi in valle tra Seicento e Settecento. Inaugurato il 13 settembre 2008 dopo un lungo e delicato restauro, è uno spazio che racconta la valle attraverso ciò che le donne hanno indossato per secoli.

Qui l’abito non è solo tessuto. È linguaggio.

L’abito come racconto

Nei tre comuni più elevati della Valle Varaita – Bellino, Casteldelfino e Pontechianale – l’abito femminile tradizionale rappresenta un sistema complesso, profondamente legato al territorio della cosiddetta “Castellata”, un lembo alpino che fino al 1713 apparteneva al re di Francia prima di passare ai Savoia.

Il costume indicava tutto:
la posizione sociale, l’età, lo stato civile, un eventuale lutto.
Raccontava il calendario – giorni feriali, feste, carnevale, quaresima – e definiva un’appartenenza precisa.

“Lo si indossa da sempre”, si diceva. O almeno da epoche così lontane da sembrare eterne.

Ancora oggi i vestiti delle nonne segnano un confine tra “noi” e “gli altri”, delimitando uno spazio comune fatto di relazioni, tradizioni, memoria condivisa.

Un abito nato dalla montagna

L’abbigliamento è anche risposta all’ambiente.
Il costume femminile feriale, in pesante panno scuro (un tempo anche rosso, verde o blu), aveva un peso notevole – unico nel panorama delle Alpi occidentali.

Il taglio è inconfondibile: tre grandi pieghe scendono dalle spalle fino all’orlo, donando all’insieme un’eleganza austera, solenne.

Le collezioni documentano competenze artigianali raffinate: l’arte del tombolo, la lavorazione del crine di cavallo, l’uso di telai speciali per la produzione di nastri. È un patrimonio tessile di straordinaria ricchezza.

Il costume è così radicato nella cultura della valle da essere ancora oggi protagonista della Baìo, la festa tradizionale che ne rinnova il senso di appartenenza.

Orari e informazioni

Giugno e Settembre
Sabato e Domenica: 15:00 – 18:00

Luglio e Agosto
Tutti i giorni: 15:00 – 18:00
Chiuso il Martedì

Ingresso: € 3,00
Gratuito fino ai 14 anni
Sconti per gruppi (minimo 10 persone)

Prenotazioni visite fuori orario:
Tel. (+39) 347 8999198

Entrare nel Museo del Costume di Chianale significa comprendere che, in montagna, nulla è casuale. Nemmeno un bottone.

Ogni piega, ogni tessuto, ogni colore è una risposta al clima, alla storia, alla comunità.
È un modo silenzioso ma potente di dire: “noi siamo questo”.

Alla prossima tappa, valleggianti!